Il ristorante Motto am Fluss offre cucina di alta classe in un ambiente dal design ricercato.
© WienTourismus/Christian Stemper
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L’architettura viennese del periodo intorno al 1900 non ha eguali al mondo: in un clima di creatività onnipresente Otto Wagner costruì la Postsparkasse, la chiesa Steinhof, dallo stile rivoluzionario, e le stazioni della Wiener Stadtbahn [ferrovia urbana di Vienna], mentre Joseph Maria Olbrich, suo allievo, creò la Secessione di Vienna dall’imponente cupola dorata. Fu anche il periodo in cui Adolf Loos provocò accese discussioni con la sua casa sulla Michaeler Platz, un edificio disadorno dirimpetto alla Hofburg.
La nuova amministrazione comunale socialdemocratica di Vienna si mise alacremente al lavoro dopo la Prima Guerra Mondiale per ovviare alla carenza di alloggi per la povera gente con i cosiddetti "superblocks", diffondendo allo stesso tempo una nuova cultura della vita quotidiana: il più famoso di questi edifici è il Karl-Marx-Hof. Fra gli esempi di architettura in stile “Moderne” che Vienna ha da offrire vanno citati la Wittgenstein-Haus, un palazzo costruito dall’omonimo filosofo per sua sorella, e la Werkbundsiedlung (1934), un centro residenziale progettato da un’associazione di architetti guidata da Josef Frank, allievo di Loos.
L’Austrofascismo degli anni Trenta pose fine allo sviluppo dell’arte Moderne a Vienna. Sotto il governo di Hitler, inoltre, un’intera generazione di architetti di talento e di committenti dalle ampie vedute dovette fuggire all’estero. Hitler odiava Vienna, ragione per cui le tracce rimaste del periodo nazista sotto forma di edifici sono ben poche. Fra queste ce ne sono alcune ben visibili ancora oggi come le sei Flaktürme [torri di difesa contraerea].