Il ristorante Motto am Fluss offre cucina di alta classe in un ambiente dal design ricercato.
© WienTourismus/Christian Stemper
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Data la scarsa richiesta di grandi progetti Walter Pichler, Hans Hollein e i gruppi HausRuckerCo e Coop Himmelb(l)au concentrarono la loro creatività su piccoli lavori. Sono testimonianze di questa fase il negozio di candele Retti di Hollein e i locali Kleines Café, Wunderbar e Salzamt di Hermann Czech. Negli anni Settanta fu sottratto alla demolizione in un’impresa ormai leggendaria il rione Spittelberg, caratteristico per le sue case in stile Biedermeier. Negli anni Ottanta arrivarono dalla nuova architettura viennese vigorosi segni di vita come la Haas-Haus di Hans Hollein, eretta vicino al duomo di Santo Stefano e oggetto, a quel tempo, di accese discussioni.
Negli anni Novanta, dopo la caduta della cortina di ferro e la conseguente apertura ad est, la città fu all’insegna della crescita e dello sviluppo. Grazie a vari e nuovi progetti la cosiddetta “soziale Wohnbau” [edilizia delle case popolari] fu oggetto di ammirazione in tutto il mondo. Fu creato un modello abitativo alternativo: la Sargfabrik [“fabbrica di bare”]. I Gasometer, antichi serbatoi di gas, furono ridisegnati dagli architetti Jean Nouvel, Coop Himmelb(l)au e Wilhelm Holzbauer e ospitano oggi numerosi appartamenti. Furono progettati complessi di uffici come la Millennium-Tower, alta 202 metri, che si erge sulla sponda del Danubio ed è oggi determinante per l’aspetto della città, così come la Wienerberg-City o le Twin Towers sullo sbocco autostradale a sud di Vienna.
Il progetto più ambizioso degli ultimi decenni è considerato il MuseumsQuartier di Vienna, realizzato dagli architetti Ortner+Ortner in quelle che erano anticamente le scuderie dell’imperatore. Il massimo progetto di sviluppo urbano è la Donau-City, una località in fase di grande espansione con grattacieli di tutto rispetto e un’attraente zona residenziale.